AC Palazzolo Stagione 2009-2010

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Le Interviste

Prima Squadra

SCOFANI FIDUCIOSO: "FINCHE' C'E' UNIONE, C'E' SPERANZA"


(22 MAGGIO 2010) Sulle sorti del futuro Palazzolo calcio, per il momento, si vuol far regnare il silenzio… stampa. Da ogni latitudine ci si sposti, dalla società, alla squadra ai tifosi, ci si astiene da qualsiasi commento sul dopo. A prescindere dal fatto che il presidente Scrofani voglia mollare o meno.
Allora, diremo, che il futuro di questo Palazzolo per il momento è legato indissolubilmente a questa benedetta salvezza – corregge subito il tiro il presidente Rosario Scrofani – solo dopo la salvezza o la retrocessione si potrà decidere sul da farsi. Su questo spareggio, tuttavia, resto molto fiducioso. E come, anche il vice Giuseppe Florio, il dg Santo Scibetta, il mio copresidente Gaetano Cutrufo. Tutti insieme seguitiamo a sperare, e punteremo a concludere ciò che insieme abbiamo iniziato”. Scrofani ha avuto sempre quel vezzo di guardare il bicchiere mezzo pieno, e per fortuna, e snocciola più di un fattore positivo che gioca a vantaggio di questo Palazzolo che lotta per la salvezza, ancora quest’anno. “Diciamo subito che la squadra è al completo, - dice il patron gialloverde alla sua sesta reggenza – inoltre, siamo avvantaggiati dai due risultati utili su tre, dunque un pareggio ci può anche star bene. Altro fattore positivo: chiuderemo i conti play out con la Viribus dentro casa, e qui contiamo tantissimo sull’apporto del pubblico amico. Infine, e non è poco, il nostro spirito d’unione è quello che ci ha sempre regalato grandi emozioni e grandi vittorie. E’ tutto”.

Manco a dirlo, il presidente Scrofani sarà in prima linea in questa lunga trasferta campana. “Starò due giorni a Napoli al fianco dei miei giocatori – annuncia il Presidentessimo – ma con me ci sarà anche gran parte della dirigenza. Il momento è cruciale per la città di Palazzolo che comunque ha avuto il suo sogno, la serie D. E la fiammella resta accesa finchè si rimane tutti uniti”.

PALAZZOLO VERSO I PLAY-OUT
COMMENTO DEL DS SPORTIVO AGOZZINO


(18.05.2010) Nessuno si illudeva che nell'ultima domenica della regular season sarebbero avvenuti miracoli...... e infatti non ne sono avvenuti. Il Sapri ha "regolarmente " perduto a Messina ed il palazzolo ha regolarmente intrapreso il proprio cammino verso i play out. Vittima predestinata. Lo avevo personalmente già intuito dall'epoca della in giustissima penalizzazione di due punti per una vicenda grottesca. Il programma di "matrix", il grande computer che determina in anticipo i destini di tutti i soggetti che operano nel modo del calcio, prevedeva per noi i play out. Non sappiamo ancora se prevede la retrocessione o la tanto desiderata salvezza.

Nessuno sconto dalla Corte di Giustizia Federale. Sul campo abbiamo conquistato 42 punti e la matematica, non i m i pronostici, dice che con questa classifica saremmo arrivati davanti ad Hinterreggio e Mazara. 13 calci di rigore subiti. Massacrati dagli arbitri nemmeno fossimo una banda di assassini.
Falli di mano in area percepiti da guardalinee con il laser negli occhi, ma sfuggiti alla vista di migliaia di spettatori di parte favorevole o avversa.
Uno soltanto vede meglio di migliaia di persone!!! 48 reti segnate, e soltanto 5 calci di rigore a favore. Com'è possibile che una squadra in grado di segnare 48 gol non abbia prodotto più di 5 occasioni da sanzionate con il calcio di rigore? Tra quelli non assegnati ce n'è uno che ci ha atrocemente condannato.
Al S.Filippo di Messina uno dei difensori giallorossi ha letteralmente fatto volare fuori campo, sul fondo, il ns, Davide Spampanato sotto gli occhi tolleranti dei due "sicari" (arbitro e guardalinee)che hanno "regolarmente" fatto finta di nulla. Con la signorilità che ci contraddistingue noi abbiamo sorvolato. Con due punti in meno oggi il Messina non sarebbe in vacanza ma preparerebbe il doppio confronto con la Viribus Unitis...

Già sempre il Messina tra i piedi, come l'anno scorso,fino all'ultimo. Ma che ci fanno in Serie D, le squadre di città così grandi ed importanti. La Serie D è il campionato di centri minori, che invece sono "costretti" a spendere centinaia di migliaia di euro quasi "a vuoto", solo perché la FIGC non trova altro di meglio che scaraventare in Serie D Società fallite, e poi - per non farle ulteriormente sprofondare come meriterebbero - le tutela con arbitraggi che definire "deferenti" è riduttivo....

Incontreremo la Viribus Unitis, Società di tradizione illustre, che ha una sua degna posizione nel panorama del calcio nazionale. Quel che più mi preme: Società diretta da un Presidente, il Cav. Della Corte, che è un personaggio unico nella storia del calcio nostro, esattamente come Rosario Scorfani. Un gran "signore" che non meriterebbe la retrocessione, così come non la meriterebbe il ns. grande Presidente. Una squadra nobile, ricca di giocatori dalla carriera onoratissima ed oggi diretta dalla panchina da uno dei "mostri
sacri" del ns. calcio. Ingenito è una persona davanti alla quale bisogna soltanto togliersi il cappello ed applaudire.... Ma tant'è! Questo play out avrebbe dovuto giocarlo il Messina, ed invece ci siamo noi, coinvolti fino al collo. Fino al collo, appunto. Ciò vuol dire che possiamo ancora respirare. E finchè puoi respirare vuol dire che sei vivo. E se sei vivi vuol dire che te la puoi cavare. Per riuscirci, tuttavia, devi saperci fare. E qui scendono in campo i nostri gioielli (La Malfa, Favata, Armenio, Alderuccio, La Vaccara, Casisa, Arena, Spampanato, Marletta, Trovato, Catania, Tarascio.... E via via tutti gli altri che non sto qui ad elencare. A questi favolosi ragazzi chiediamo ancora un "miracolo", come con la Battipagliese due anni fa', come con il Vittoria l'anno scorso. Un altro miracolo. Altre tre settimane di duri sacrifici, di umile concentrazione, di rabbiosa volontà. Agli ordini di Lorenzo Alacqua. Il quale magari non sarà amato dalla maggioranza degli sportivi e dei tifosi, epperò nessuno può contestare che non sia stato capace di dare un volto tattico ed un gioco ai ns. ragazzi.

Vai piccolo grande Palazzolo! Uniti, come sempre, ce la potremo fare. La strada è sempre la stessa. Umiltà, volontà, unità.....e preghiera!

Un caro saluto a tutti.

Peppe Agozzino.

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